ANNO IV N.7 GENNAIO-GIUGNO 1993 - AIATEL NOTIZIE

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Editoriale

Non dimenticheremo

Da più parti sentiamo proporre sanatorie, condoni, amnistie per gli uomini del regime che per oltre vent’anni hanno rubato non solo i soldi, ma anche la qualità che deriva dalla libera concorrenza, e la democrazia che si fonda sullo scontro tra idee. Non siamo certo nostalgici di altre morti di regime avvenute fra sanguinosi regolamenti di conti, ma vogliamo dire forte e chiaro che non dimenticheremo mai i nomi e le facce dei politici, dei funzionari, dei managers e dei portaborse del regime oggi al tramonto. Potranno con mille trucchi strappare leggine perdoniste e condoni di massa, e dunque sfuggire la galera, ma non avranno mai più i nostri voti, il nostro rispetto e la nostra attenzione. Forse sul piano giuridico si devono fare dei distinguo fra colpevoli di reati materiali e conniventi, complici passivi, fiancheggiatori omertosi. Anche se, per la verità, gli attuali avversari delle "errate generalizzazioni" non hanno speso un rigo di inchiostro quando semplici simpatizzanti dei movimenti antagonisti si facevano anni di galera, grazie a leggi speciali che non distinguevano fra chi sparava e chi ospitava in casa sua per una notte un amico.

Ma sul piano politico non esiste alcuna differenza fra chi ha rubato per sé, chi ha rubato per il partito, chi non ha rubato ma non denunciava chi lo faceva, chi non ha rubato ma ha acconsentito ad altri di farlo, chi non ha rubato ma ha fiancheggiato ladri di regime, grufolando nei benefici ottenuti in cambio di mazzette, voti di scambio o semplice consenso. Come dimenticare i Capi servizio, i Dirigenti, i Segretari generali, i Capi ripartizione dei Ministeri e degli Enti Locali, che, non facendo il loro dovere di pubblici funzionari permettevano che i politici saccheggiassero il paese e la democrazia? Come dimenticare i gruppi e le associazioni del privato-sociale che per vent’anni hanno partecipato al banchetto, offrendo complicità in cambio di sovvenzione?

Non dimenticheremo mai i nomi e le facce dei politici, ma anche dei funzionari che per 20 anni al Comune di Milano, alla Provincia ed alla Regione Lombardia hanno praticato verso l’Aiatel un ostracismo totale, rifiutando non solo la collaborazione e la consultazione, ma addirittura l’informazione. Non dimenticheremo mai le cooperative e le associazioni che per 20 anni hanno prosperato occupando tutti gli spazi del mercato sociale, ma non grazie alla competenza, ma solo al consenso servile, quando non alla collusione delinquenziale.

Questo 1993 segna il ventesimo compleanno dell’Aiatel, e ci offre il miglior regalo possibile:

l’agonia indecorosa di un regime fatto di volti deformi, schiene piegate e anime prostituite. No, non dimenticheremo mai.