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SEMESTRALE DI INFORMAZIONE E DISCUSSIONE SULL’ANIMAZIONE E IL TEMPO LIBERO

AIATEL Associazione Italiana Animatori Tempo Libero

v. Chioggia 3, 20125 MILANO

Tel. 02-26112010 – Fax 02/26148970 - LOISIR c.c.Postale10964252

NOTIZIE SIA
L’Animazione Italiana alla ricerca di una identità e di un riconoscimento professionale.

 

Ormai tutti hanno a che fare con animatori, nei centri giovanili, nelle case di riposo, nei centri di aggregazione, nelle attività estive, nei parchi urbani, nelle attività agrituristiche.

Cooperative, società di formazione e consulenza, associazioni: sono svariate le forme in cui gli animatori si costituiscono e prestano le loro attività. Anche nel pubblico impiego vi sono sempre più concorsi specifici per animatori.

Quanti sono gli animatori in Italia? Una previsione molto approssimativa parla da un minimo di 100.000 a 300.000. In realtà la vera difficoltà sta nel segnalare un confine per capire chi sta dentro e chi sta fuori. Infatti questo è un settore dove esiste ancora la più ampia improvvisazione.

Da alcuni anni è nata la SIA, Società Italiana di Animazione, un’associazione che intende tutelare i diritti degli animatori, ma che vuole anche definirne un profilo professionale con un apposito percorso formativo, in modo da tutelare gli enti e gli utenti, altrimenti ci sarà sempre il dubbio che l’improvvisazione sia voluta e non casuale e che l’animazione sia la chiave per il persistere di un vecchio di un vecchio sistema clientelare.

La SIA per tanto al di fuori di ogni ideologia e di posizione di parte, si propone come “sindacato” degli organismi di animazione per tutelarne professionalità, competenze e diritti.

Nei programmi della SIA vi è la presentazione di una proposta di legge nazionale per il riconoscimento della figura professionale degli operatori dell’animazione. In particolare si richieda che venga attestata a tre livelli:

a         Diploma di scuola secondaria superiore o corrispondenti corsi integrativi di qualifica, finalizzati all’ottenimento del titolo di “animatore professionale di base”

b        Qualifica post-diploma riconosciuta dalla Regione all’interno del sistema della Formazione Professionale, finalizzata all’ottenimento del titolo di “Animatore professionale specializzato” per settori di utenza o per tecniche;

c         Laurea e/o “laurea breve” rilasciata dalla Facoltà di Scienze dell’educazione, indirizzo “operatori del territorio” finalizzato all’ottenimento del titolo di “Animatore professionale dirigente, progettista, coordinatore di interventi di animazione”.

Ciascun ambito sopracitato verrà regolamentato in base alle competenze specifiche.

Solo attraverso il riconoscimento ufficiale di questi percorsi formativi sarà possibile:

*        Istituire un apposito albo professionale

*        Individuare le norme per l’accertamento delle idoneità degli animatori già operanti

*        Definire le norme per l’assunzione di animatori da parte degli enti pubblici

*        Creare uno sbarramento per accedere a pubblici appalti

*        Chiedere un impegno del sindacato di tutela dell’area professionale dell’animazione

*        Istituire o riconoscere scuole regionali post-diploma omogenee su tutta l’area nazionale

*        Equipararci alla normativa CEE sui titoli professionali.